martedì 20 dicembre 2011
CARPE DIEM COMMUNICATION: BIOGRAFIE: GIGI RIVA
CARPE DIEM COMMUNICATION: BIOGRAFIE: GIGI RIVA: . Gigi Riva Cannonate e rombi di tuono Le sue caratteristiche erano la forza, la velocità, la tecnica e il carattere. Amatissimo da tutti g...
sabato 17 dicembre 2011
CURIOSANDO E SPIGOLANDO... IN SICILIA: BROLO (ME) E LA SUA STORIA
“B R O L O E L A S U A S T O R I A”
Un’erta strada, chiusa da quinte architettoniche di case, addentrandosi sempre più antiche, si arrampica verso il vertice di un roccioso rilievo emergente dall’intenso verde di agrumeti in una breve pianura alle pendici dei Nebrodi. Poi una porta ad arco, segnata da blocchi di fragilissima pietra arenaria riquadrata e decorata da antiche insegne araldiche e fregi, immette in un pianoro dove il mito medievale del paese diventa certezza storica.
Cinto di bastioni merlati, il pianoro diventa “un arrovellarsi di minuscoli abituri la cui secolare edificazione spesso riesce a celare antiche strutture fortificate o diventate con esse un tutt’uno”.
Qui il Medioevo continua nella vita di tutti i giorni, nell’allegro vociare dei bimbi, nel severo discutere dei grandi, nei panni stesi al sole… Da qui si vede la spiaggia, assolata e resa viva dai villeggianti, e poi il mare, il Tirreno, che s’infrange sullo scoglio bianco, che le storie di un tempo chiamarono “Plorau” o del pianto, dove all’orizzonte, le sette sorelle, le isole dell’arcipelago Eoliano, incantano chi si spinge a guardarle dai ”belvedere” del
Castello, da dove si domina, ad oriente Capo Calavà, ad occidente
Capo d’Orlando, ed in fondo, Milazzo e Cefalù, che nelle belle giornate, mostrano i loro profili.
L’attenzione di chi arriva al castello si posa sui merli ghibellini, che con il loro profilo a code di rondine coronano l’alto e maestoso torrione. E’ la torre conosciuta già come “Voab” nel 1094 ed ancor prima, “Marsa Daliah” cioè il “Porto della vite” dai geografi arabi che ne indicavano il “caricatoio” nelle loro mappe.
Basata su forte scarpa da due lati ed aperta ad un terrapieno dagli altri, la torre è affiancata, e caratterizzata, da un torrino scalare cilindrico che intersecandosi alle mura consente l’accesso alle varie elevazioni ed al terrazzo, punto di vedetta privilegiato per la difesa dalle incursioni “dei mori”. All’interno della torre una splendida sala di rappresentanza si chiude in un’ardita volta che ostenta lo stemma nobiliare dei Lancia di Brolo, venuti dal Piemonte in Sicilia ai tempi degli Svevi e discendenti da Galeotto e Cubitosa d’Aquino, nipote dell’imperatore Federico II e sorella del filosofo San Tommaso d’Aquino.
Con l’imperatore il legame dei Lancia si stringe col matrimonio di Bianca Lancia, prossima alla morte, dalla quale aveva avuto Manfredi divenuto poi “Re di Cicilia” come ama definirlo Guidotto da Bologna nel suo “Fior di Retorica”. In questo legame, sulla porta della cinta
muraria di Brolo, trova fondamento la scritta “Imperium Rexit Blanca Hoc e Stipite Manfredus Siculus Regia Sceptra Tulit”
Sulla seconda porta invece c’è, a ricordo di Corrado III che nel 1404 veniva dichiarato “Maior ac principalior de domo Lancea”, il marmoreo scudo bianco dove ancor oggi si legge “Principalior Omnium”.
Ai fasti della storia e della nobiltà guerriera dei Lancia si lega la leggenda che affiora ancora nella fantasia dei vecchi pescatori, che oralmente tramandano la storia di “Maria la Bella” che dalla finestra del Castello sospirava l’arrivo dello spasimante.
Questo, venuto dal mare in barca, scalava le rocce aggrappandosi alle bionde chiome di Maria.
Ma in una notte cupa, accecato dalla gelosia, il principe, fratello di Maria, lavò l’onore appostandosi sul bianco scoglio antistante, per questo detto “Plorau” o del pianto, uccidendo il pretendente e messolo in un sacco e legato ad un masso lo calò in mare.
Maria la bella, da quella notte attese invano morendo di crepacuore.
I fantasmi degli amanti appaiono ancora nelle rotte ai pescatori augurando “juta e vinuta, bona piscata”e se il tempo è inclemente : “Isati li riti! Viniti, turnati”.
Tra le mura del castello non c’è più la chiesetta di san Girolamo, ma nel parco fa mostra di sé l’elegante pozzo esagonale che la leggenda vuole collegato con alcune grotte sottostanti, per assicurare una sorta di via di fuga, anche se questa in effetti si trova tra le “timpe” della “porta fausa”.
I muri del castello risentono della trasformazione del tempo ed appaiono come una struttura feudale costruita nei primi del ‘400, probabilmente all’epoca di Pietro o Corrado Lancia, tipologie già attivate alla fine del ‘300, ma rimaneggiate nel ‘600 quando con l’uso delle armi da fuoco si ebbe la necessità di costruzioni anche della “scarpa fortificata”.
Anche se è inserita nel sistema delle torri costiere, la rocca di Brolo, sorge soprattutto a controllo e difesa di un sottostante porto-caricatoio, un nodo portuale dei traffici per l’entroterra o per le isole Eolie fino al XVII secolo, insabbiato dalle piene dei torrenti avvenute nel 1593 e nel 1682.
Il centro storico è tutto da scoprire, riesce a mantenere inalterata quella tipologia radiocentrica polifocale, il cui percorso irregolare è segnato da visibili stecche edilizie, decanta, nei tracciati a fuso, retaggi medievali.
L’ espansione di Brolo avviene gradualmente.
Nel XVII secolo nella breve pianura sottostante la rocca, si sviluppa il centro abitato con la “Chiesa Madre” fatta costruire nel 1764 da Ignazio Vincenzo Abate, marchese di Longarino e signore di Brolo.
L’ edificazione di alcuni piccoli palazzi ottocenteschi, lungo la strada principale, definiscono il profilo urbano del paese.
Si può dunque concludere dicendo che Brolo senza privarsi degli agi della modernità, mantiene memoria visiva del Medioevo, consentendo al visitatore, in un tutt’ uno, di assaporare la delizia dei luoghi, il gusto della leggenda, il sapore della storia, dei fasti nobiliari e della sapienza popolare.
Ricerca effettuata a cura di G. GULLOTTA
giovedì 15 dicembre 2011
BIOGRAFIE: GIGI RIVA
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Gigi Riva
Cannonate e rombi di tuono
Aforismi di Gigi Riva
Fonte dell'articolo: Wikipidia
Gigi Riva
Cannonate e rombi di tuono
Le sue caratteristiche erano la forza, la velocità, la tecnica e il carattere. Amatissimo da tutti gli appassionati di calcio, Gigi Riva rappresenta il più importante attaccante italiano del dopoguerra.
Il suo nome viene accostato a quelli di Piola e Meazza per indicare alcuni tra i più grandi attaccanti italiani di sempre.
Nato il 7 novembre 1944, il suo gioco era caratterizzato da una prorompente esuberanza fisica, che gli valse il celeberrimo soprannome da parte di Gianni Brera "Rombo di tuono".
La fede alla sua squadra, il Cagliari, lo ha reso una bandiera, la sua serietà e la sua professionalità, un esempio per tutti i giovani.
La caratura del giocatore si spiega facilmente con i numeri della media realizzativa indossando la maglia azzurra: 35 reti in 42 partite: ancora un record difficilmente raggiungibile.
La carriera di Gigi Riva inizia con la squadra del Legnano (serie C);
Nato il 7 novembre 1944, il suo gioco era caratterizzato da una prorompente esuberanza fisica, che gli valse il celeberrimo soprannome da parte di Gianni Brera "Rombo di tuono".
La fede alla sua squadra, il Cagliari, lo ha reso una bandiera, la sua serietà e la sua professionalità, un esempio per tutti i giovani.
La caratura del giocatore si spiega facilmente con i numeri della media realizzativa indossando la maglia azzurra: 35 reti in 42 partite: ancora un record difficilmente raggiungibile.
La carriera di Gigi Riva inizia con la squadra del Legnano (serie C);
il passaggio al Cagliari arriva presto, grazie al buon fiuto del presidente sardo che si assicura l'ingaggio del futuro fuoriclasse.
Il giovane Riva affronta il trasferimento sull'isola con molti dubbi: ragazzo timido e taciturno si ritrova lontanissimo da casa. Sarà sufficiente poco tempo per capire chela Sardegna è per lui una terra adottiva.
Riva si innamora di questa terra e della sua gente, arrivando in futuro a rifiutare le offerte delle squadre più prestigiose pur di rimanere a Cagliari. E' anche grazie a questo atteggiamento, a queste scelte, che assurge a vera e propria bandiera: giocatore amato dai propri tifosi e rispettato da tutti gli altri. Tuttavia questa scelta gli precluderà di vincere trofei e competizioni che la sua immensa classe gli avrebbe di sicuro fatto raggiungere in squadre di più alto rango.
I preparatori isolani lavorano molto sul potenziamento fisico: la sua potenza e la sua abilità nelle progressioni lo rendono immarcabile.
Riva gioca con il Cagliari 13 campionati consecutivi: nel 1963-64 porta il Cagliari dalla serie B alla massima categoria.
Il giovane Riva affronta il trasferimento sull'isola con molti dubbi: ragazzo timido e taciturno si ritrova lontanissimo da casa. Sarà sufficiente poco tempo per capire che
Riva si innamora di questa terra e della sua gente, arrivando in futuro a rifiutare le offerte delle squadre più prestigiose pur di rimanere a Cagliari. E' anche grazie a questo atteggiamento, a queste scelte, che assurge a vera e propria bandiera: giocatore amato dai propri tifosi e rispettato da tutti gli altri. Tuttavia questa scelta gli precluderà di vincere trofei e competizioni che la sua immensa classe gli avrebbe di sicuro fatto raggiungere in squadre di più alto rango.
I preparatori isolani lavorano molto sul potenziamento fisico: la sua potenza e la sua abilità nelle progressioni lo rendono immarcabile.
Riva gioca con il Cagliari 13 campionati consecutivi: nel 1963-64 porta il Cagliari dalla serie B alla massima categoria.
In serie A realizzerà 156 reti in 289 partite: una media superiore a 0.5 goal a partita.
Le più belle imprese di Gigi Riva sono forse legate alla maglia azzurra dove il suo potentissimo tiro mancino ha fatto sognare i tifosi di tutto il paese; i successi più importanti ottenuti in azzurro sono il titolo Europeo del 1968 e il secondo posto ai mondiali in Messico del 1970.
Il periodo d'oro per Gigi Riva è quello che va dal 1967 al 1970: oltre a tre titoli di capocannoniere della serie A e ai già citati successi azzurri risalgono a questi anni: un secondo posto in campionato (1969, dietrola Fiorentina ), uno scudetto (1970) e un secondo posto nella classifica del Pallone d'Oro (1970, alla spalle del compagno di nazionale Gianni Rivera).
Ma questo triennio è per Riva anche quello più travagliato: si procura una frattura del perone sinistro (in nazionale nel 1967) e una frattura del perone destro (nel1970 in nazionale, successivamente ai mondiali).
Termina la carriera nel1976, in seguito ad un altro infortunio.
Le più belle imprese di Gigi Riva sono forse legate alla maglia azzurra dove il suo potentissimo tiro mancino ha fatto sognare i tifosi di tutto il paese; i successi più importanti ottenuti in azzurro sono il titolo Europeo del 1968 e il secondo posto ai mondiali in Messico del 1970.
Il periodo d'oro per Gigi Riva è quello che va dal 1967 al 1970: oltre a tre titoli di capocannoniere della serie A e ai già citati successi azzurri risalgono a questi anni: un secondo posto in campionato (1969, dietro
Ma questo triennio è per Riva anche quello più travagliato: si procura una frattura del perone sinistro (in nazionale nel 1967) e una frattura del perone destro (nel
Termina la carriera nel
Gioca la sua ultima partita il 1° febbraio (Cagliari-Milan, 1-3).
Dopo un periodo in cui dirige il Cagliari nel ruolo di presidente,
Dopo un periodo in cui dirige il Cagliari nel ruolo di presidente,
Gigi Riva nei primi anni '90 approda nello staff della nazionale dove, ad oggi, anche con il susseguirsi negli anni di vari commissari tecnici, svolge il ruolo di dirigente accompagnatore.
Nella stagione 2004-2005, la maglia numero11 a lui riservata negli anni in cui calcava i campi di gioco, è stata ritirata dalla società Cagliari Calcio.
Nella stagione 2004-2005, la maglia numero
Aforismi di Gigi Riva
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FACEBOOK CI AIUTERA' A RIDURRE I CONSUMI ENRGETICI
Il social network sta per lanciare l'app dedicata alla riduzione dei consumi.
800 milioni di persone ne potranno approfittare
E se da Facebook arrivasse la miglior campagna ecologica di tutti i tempi?
Nel 2012 il social network più utilizzato al mondo lancerà una applicazione dedicata al risparmio energetico.
Validi aiutanti. Facebook, in partnership con Opower e il Natural Resources Defense Council (NRDC), sta portando avanti un progetto che unisce risparmio energetico e social networking. L’app consentirà di tenere sott’occhio i propri consumi energetici domestici, al fine di ottimizzarli ed equipararli con quelli degli amici e degli altri utenti di Facebook.
Vicini al miliardo, nel luglio 2011 Facebook ha superato la soglia di 800 milioni di utenti attivi.
Sfidarsi nel risparmio. Lo scopo della collaborazione è quello di far leva sul sentimento ecologista delle persone, sfruttando le potenzialità dei social network. Data la necessità di una massiccia partecipazione dal basso, Facebook punta a stimolare una competizione ecologica. Gli utenti, di tutto il mondo, saranno portati a sfidarsi tra di loro in una gara a chi ottimizza al meglio i propri consumi.
Inoltre potranno condividere trucchi, statistiche, risultati e confrontare i propri dati con quelli della media nazionale o di altre abitazioni simili alla propria.
I software in aiuto. Opower è una startup statunitense produttrice di software per il risparmio energetico. Collabora con 60 imprese di pubblici servizi in 22 stati americani. Si è posizionata decima nella classifica delle società più promettenti degli Stati Uniti stilata da Forbes lo scorso 30 novembre. Ha 320 dipendenti e un fatturato di 11,4 milioni di dollari annui.
Allarme. In America Opower ha già realizzato un software capace di monitorare i consumi di energia. Il programma è distribuito dalle imprese di pubblici servizi in partnership con Opower; una volta impostato il limite di kilowatt giornalieri che si è disposti a consumare, si è avvisati se questo viene superato (evitando così gli sprechi che appesantiscono la bolletta).
Test. Un primo esperimento è stato fatto coinvolgendo circa 4 milioni persone; a fare da apripista sono stati la città di Palo Alto, la Commonwealth Edison di Chicago e la Glendale Water & Power di Glendale (California).
Scaricabile a breve. Il lancio dell’applicazione è previsto per i primi mesi del 2012; per essere avvisati quando sarà disponibile il downlaod, ci si può registrare a questa pagina.
Supporto. La pagina dedicata al progetto, denominata Green on Facebook, conta già più di 100 mila “Mi piace”.
Sondaggio. Su Green on Facebook è stato chiesto: « In che modo hai già utilizzato Facebook per promuovere una coscienza ambientale o un’attività ecologista?». Queste le percentuali:
- ho pubblicato un commento sull’ambiente (20%)
- ho condiviso un articolo o un video sull’ambiente (74%)
- ho fatto una donazione ad una associazione ambientalista no profit (4,5%)
- ho usato una applicazione o un gioco a tema ambientale (1,5%)
Responso. Gli utenti di Facebook hanno voglia di farsi portavoce di una campagna ecologica, ma il campo delle applicazioni dedicate è ancora del tutto sconosciuto.
Meglio risparmiare che produrre. «L’85% dei padroni di casa che seguono il nostro metodo, taglieranno i loro consumi del 3,5%. Se riuscissimo a coprire tutti gli Stati Uniti, un risparmio energetico del 3% sarebbe molto più di tutta l’energia prodotta nello Stato dall’eolico e dal solare» (Dan Yates, amministratore delegato di Opower).
Paragoni. Sul sito di Opower sono riportati (in tempo reale) i risultati ottenuti utilizzando i loro software. Hanno già fatto risparmiare:
- abbastanza energia da illuminare l’Empire State Building per i prossimi 10 anni
- abbastanza Co2 da compensare quella emessa nell’atmosfera da 5.500 voli internazionali
- abbastanza denaro da sfamare 10.000 famiglie americane di 4 persone per un anno
Modello. «Il lavoro che fate in Opower rende le case energeticamente più efficienti, fa risparmiare le famiglie e genera posti di lavoro. È il modello di società che vorremmo vedere in tutto il paese» (Barack Obama)
Verde no profit. Il Natural Resources Defense Council (Consiglio per la difesa delle risorse naturali) è un ente ambientale americano no profit con sede a New York. Si occupa principalmente dei problemi ambientali più urgenti: riscaldamento globale, dipendenza dal petrolio, industrializzazione massiva della Cina; può contare su uno staff di 350 persone (per lo più avvocati e scienziati) e circa 1,3 milioni di soci in tutto il mondo.
Donazioni. L’NRDC ha ricevuto nel 2010 donazioni per 99 milioni di dollari, di cui 71.8 milioni da soci e donatori non affiliati.
Tagliare gli sprechi. Il Natural Resources Defence Council afferma che un miglioramento dell’efficienza energetica domestica porterebbe una riduzione dei costi di circa 700 miliardi di dollari nei soli Stati Uniti.
Americani distratti. Un utente americano dedica mediamente 6 minuti all’anno per pensare all’energia che consuma; troppo pochi.
In Italia. Il Bel Paese farà la sua parte? Secondo un sondaggio promosso dal portale immobiliare Casa.it, gli italiani vorrebbero una casa ecologica più di quanto si pensi. Il 43,6% degli intervistati ritiene fondamentale il fattore dell’ecosostenibilità, il 53% quello del risparmio. A frenare le buone intenzioni è il costo iniziale dell’investimento.
Svolta. L’applicazione di Facebook, gratuita e di facile accesso, potrebbe essere un primo passo verso la svolta ecologica degli italiani.
Fonte dell'articolo: "Voce Arancio"
800 milioni di persone ne potranno approfittare
E se da Facebook arrivasse la miglior campagna ecologica di tutti i tempi?
Nel 2012 il social network più utilizzato al mondo lancerà una applicazione dedicata al risparmio energetico.
Validi aiutanti. Facebook, in partnership con Opower e il Natural Resources Defense Council (NRDC), sta portando avanti un progetto che unisce risparmio energetico e social networking. L’app consentirà di tenere sott’occhio i propri consumi energetici domestici, al fine di ottimizzarli ed equipararli con quelli degli amici e degli altri utenti di Facebook.
Vicini al miliardo, nel luglio 2011 Facebook ha superato la soglia di 800 milioni di utenti attivi.
Sfidarsi nel risparmio. Lo scopo della collaborazione è quello di far leva sul sentimento ecologista delle persone, sfruttando le potenzialità dei social network. Data la necessità di una massiccia partecipazione dal basso, Facebook punta a stimolare una competizione ecologica. Gli utenti, di tutto il mondo, saranno portati a sfidarsi tra di loro in una gara a chi ottimizza al meglio i propri consumi.
Inoltre potranno condividere trucchi, statistiche, risultati e confrontare i propri dati con quelli della media nazionale o di altre abitazioni simili alla propria.
I software in aiuto. Opower è una startup statunitense produttrice di software per il risparmio energetico. Collabora con 60 imprese di pubblici servizi in 22 stati americani. Si è posizionata decima nella classifica delle società più promettenti degli Stati Uniti stilata da Forbes lo scorso 30 novembre. Ha 320 dipendenti e un fatturato di 11,4 milioni di dollari annui.
Allarme. In America Opower ha già realizzato un software capace di monitorare i consumi di energia. Il programma è distribuito dalle imprese di pubblici servizi in partnership con Opower; una volta impostato il limite di kilowatt giornalieri che si è disposti a consumare, si è avvisati se questo viene superato (evitando così gli sprechi che appesantiscono la bolletta).
Test. Un primo esperimento è stato fatto coinvolgendo circa 4 milioni persone; a fare da apripista sono stati la città di Palo Alto, la Commonwealth Edison di Chicago e la Glendale Water & Power di Glendale (California).
Scaricabile a breve. Il lancio dell’applicazione è previsto per i primi mesi del 2012; per essere avvisati quando sarà disponibile il downlaod, ci si può registrare a questa pagina.
Supporto. La pagina dedicata al progetto, denominata Green on Facebook, conta già più di 100 mila “Mi piace”.
Sondaggio. Su Green on Facebook è stato chiesto: « In che modo hai già utilizzato Facebook per promuovere una coscienza ambientale o un’attività ecologista?». Queste le percentuali:
- ho pubblicato un commento sull’ambiente (20%)
- ho condiviso un articolo o un video sull’ambiente (74%)
- ho fatto una donazione ad una associazione ambientalista no profit (4,5%)
- ho usato una applicazione o un gioco a tema ambientale (1,5%)
Responso. Gli utenti di Facebook hanno voglia di farsi portavoce di una campagna ecologica, ma il campo delle applicazioni dedicate è ancora del tutto sconosciuto.
Meglio risparmiare che produrre. «L’85% dei padroni di casa che seguono il nostro metodo, taglieranno i loro consumi del 3,5%. Se riuscissimo a coprire tutti gli Stati Uniti, un risparmio energetico del 3% sarebbe molto più di tutta l’energia prodotta nello Stato dall’eolico e dal solare» (Dan Yates, amministratore delegato di Opower).
Paragoni. Sul sito di Opower sono riportati (in tempo reale) i risultati ottenuti utilizzando i loro software. Hanno già fatto risparmiare:
- abbastanza energia da illuminare l’Empire State Building per i prossimi 10 anni
- abbastanza Co2 da compensare quella emessa nell’atmosfera da 5.500 voli internazionali
- abbastanza denaro da sfamare 10.000 famiglie americane di 4 persone per un anno
Modello. «Il lavoro che fate in Opower rende le case energeticamente più efficienti, fa risparmiare le famiglie e genera posti di lavoro. È il modello di società che vorremmo vedere in tutto il paese» (Barack Obama)
Verde no profit. Il Natural Resources Defense Council (Consiglio per la difesa delle risorse naturali) è un ente ambientale americano no profit con sede a New York. Si occupa principalmente dei problemi ambientali più urgenti: riscaldamento globale, dipendenza dal petrolio, industrializzazione massiva della Cina; può contare su uno staff di 350 persone (per lo più avvocati e scienziati) e circa 1,3 milioni di soci in tutto il mondo.
Donazioni. L’NRDC ha ricevuto nel 2010 donazioni per 99 milioni di dollari, di cui 71.8 milioni da soci e donatori non affiliati.
Tagliare gli sprechi. Il Natural Resources Defence Council afferma che un miglioramento dell’efficienza energetica domestica porterebbe una riduzione dei costi di circa 700 miliardi di dollari nei soli Stati Uniti.
Americani distratti. Un utente americano dedica mediamente 6 minuti all’anno per pensare all’energia che consuma; troppo pochi.
In Italia. Il Bel Paese farà la sua parte? Secondo un sondaggio promosso dal portale immobiliare Casa.it, gli italiani vorrebbero una casa ecologica più di quanto si pensi. Il 43,6% degli intervistati ritiene fondamentale il fattore dell’ecosostenibilità, il 53% quello del risparmio. A frenare le buone intenzioni è il costo iniziale dell’investimento.
Svolta. L’applicazione di Facebook, gratuita e di facile accesso, potrebbe essere un primo passo verso la svolta ecologica degli italiani.
Fonte dell'articolo: "Voce Arancio"
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